Simbolo micro mobilità elettrica disegnato su strada
Motori

Alla scoperta della micromobilità elettrica

Dalle bici a pedalata assistita ai monopattini elettrici.

Quello della micromobilità elettrica è un tema centrale nella mobilità urbana contemporanea. Ma precisamente, a cosa facciamo riferimento?
Semplice: a tutti quei veicoli a emissioni zero come biciclette a pedalata assistita e monopattini elettrici che consentono, nel massimo rispetto dell’ambiente, a una sola persona (il trasporto di passeggeri è infatti vietato) di spostarsi, principalmente in città.

Le biciclette a pedalata assistita

Le E-Bike hanno quasi tutte lo stesso tipo di funzionamento: attivano l’apporto del motore elettrico ogni volta che si pedala. Quando il ciclista smette di pedalare l’unità elettrica di supporto smette di lavorare.

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Attraverso l’elaborazione da parte di una centralina dei dati provenienti da vari sensori, l’unità elettrica supporta in maniera più o meno incisiva la pedalata dell’utente, in base alla modalità selezionata sul manubrio. Il sistema chiave di questi veicoli è caratterizzato dalla presenza di un piccolo motore elettrico con una potenza nominale continua massima di 0,25 kW, che assiste la pedalata fino alla velocità di 25 km/h.

Il motore può essere posizionato in diversi punti: sul mozzo anteriore, su quello posteriore o in posizione centrale, sul perno dei pedali. La maggior parte delle batterie che alimentano le unità elettriche sono agli ioni di litio. Questo tipo di batteria è il più diffuso perché garantisce un migliore rapporto peso/prestazioni e un minore tempo di ricarica. Le batterie sono generalmente posizionate sul portapacchi, sul tubo obliquo o integrate direttamente nel telaio.

Manutenzione e tempi di ricarica

Le E-bike e le biciclette elettriche come quelle tradizionali necessitano di piccole accortezze per mantenerle in un buono stato di salute.
Oltre al classico controllo della pressione delle gomme e alla lubrificazione della catena, il principale elemento che richiede più cura è la batteria.

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Per evitare di perdere efficienza prima dei cicli di ricarica previsti (che solitamente oscillano tra i 500 e i 1000), è bene evitare di far scaricare completamente la batteria. Oltre a questo, nelle stagioni fredde è preferibile conservare la batteria in un luogo temperato. Qualunque sia il tipo di bicicletta, la batteria è nella maggior parte dei casi rimovibile e può essere ricaricata tramite una presa standard in un tempo che varia da un minimo di 2 ore a un massimo di 8 ore. Per quanto riguarda l’autonomia, è difficile stabilire un numero fisso di chilometri poiché il dato è condizionato dal peso del conducente, dal dislivello e dal livello di assistenza utilizzato.

Monopattini elettrici

Sempre più diffusi nelle città, i monopattini elettrici si differenziano dai modelli a spinta per la presenza di un motore elettrico alimentato da una batteria posizionata sotto la pedana o nel piantone dello sterzo.

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L’azionamento dell’unità elettrica avviene tramite una levetta sul manubrio. In base alle più recenti evoluzioni del Codice della Strada, i monopattini devono ora essere dotati di indicatori luminosi di svolta (frecce) e freno su entrambe le ruote. Inoltre, è diventato obbligatorio l’uso del casco per i minorenni (e caldamente raccomandato per tutti), oltre al divieto assoluto di circolazione contromano o sui marciapiedi.
I principali vantaggi di questo mezzo sono la leggerezza, le dimensioni ridotte e la possibilità di ripiegarli per l’intermodalità (trasporto su treni o bus), garantendo estrema praticità negli spostamenti dell’ultimo miglio.

Muoverti sarà ancora più semplice. Cosa aspetti a scegliere?

Foto di Ranurte su Unsplash

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