Termostati: funzionamento, tipologie e utilizzo
Come riscaldare la tua casa risparmiando sulla bolletta
Per tutte le forme di consumo di risorse, non solo per i termostati, la parola d’ordine è risparmio: spesso, quello economico è l’obiettivo primario, ma produce ricadute positive anche nella difesa dell’ambiente. Di sicuro, l’equazione meno sprechi = meno emissioni riguarda i sistemi di riscaldamento domestici, che, con la diffusione dei dispositivi di regolazione della temperatura, consentono una gestione efficiente dei livelli di calore.
Che cos’è e a cosa serve il termostato?
Ognuno di noi ha esigenze diverse per quanto riguarda il riscaldamento: chi lavora fuori e trascorre a casa le serate e i fine settimana usufruisce solo in parte dei livelli migliorati di temperatura, che invece rappresentano un requisito di comfort indispensabile per quanti passano nella propria abitazione l’intera giornata – per esempio, le persone molto anziane.
Tra i due estremi, si collocano i soggetti con una particolare sensibilità agli sbalzi termici, quelli che svolgono le proprie attività diurne solo in una parte della casa (come i professionisti con lo studio a domicilio), i nuclei familiari numerosi, e così via.
Non ha quindi senso riscaldare tutti gli alloggi e tutte le stanze con livelli di calore identici: l’ideale è impostare la temperatura migliore per un determinato orario, ovvero la più compatibile con le attività che presumibilmente si svolgeranno in un certo ambiente.
Il termostato è il dispositivo che consente di regolare il riscaldamento, impostando le funzioni dell’impianto con valori personalizzati relativi a:
- temperatura;
- tempo (cronotermostato).
Immettendo i gradi che rappresentano il livello di riscaldamento desiderato possiamo, in base alle caratteristiche del modello di termostato, stabilire quale sarà la temperatura limite in una o più stanze.
Sempre a seconda delle funzionalità del dispositivo, attraverso il cronotermostato saremo in grado di fissare in anticipo quando accendere o spegnere il riscaldamento, con un’accuratezza che va dal giorno della settimana al minuto.
Come risparmiare con il termostato?
Durante il giorno, anche nei mesi più freddi, le camere da letto potranno mantenere la temperatura atmosferica – meglio ancora se alimentata da un sostanzioso ricambio d’aria, ma, a ridosso delle ore serali, richiederanno l’attivazione del riscaldamento, per garantire agli occupanti una notte di riposo.
Analogamente, in qualsiasi periodo dell’anno, non avrà senso innalzare la temperatura della sala da pranzo negli orari in cui ci si ritrova a tavola – prescrizione che vale anche per chi vive da solo, dato che la sola accensione degli elettrodomestici (forno, robot da cucina, televisore) contribuisce a generare calore.
Queste accortezze, che si traducono in risparmio di denaro e riduzione di impatto sull’ambiente, valgono sia quando in casa è installato un impianto di riscaldamento autonomo, sia quando l’abitazione ricade in un edificio con riscaldamento centralizzato.
Anzi, la normativa in materia (D. Lgs. 102/2014 e successive integrazioni), applicando una direttiva dell’Unione Europea, ha fissato proprio per i sistemi centralizzati – i classici termosifoni con caldaia condominiale – l’obbligo di installare su ogni calorifero un dispositivo di regolazione, che nel caso specifico prende il nome di valvola termostatica.
Quali tipi di termostato esistono?
Una prima distinzione deriva dal tipo di meccanismo che i termostati impiegano per rilevare la temperatura e intervenire sull’impianto di riscaldamento, in caso di superamento dei limiti impostati dall’utente. I dispositivi per la regolazione dei livelli massimi di calore si possono suddividere in:
- termostati meccanici;
- termostati elettronici.
In un termostato meccanico, l’effetto dell’aumento di temperatura si manifesta come deformazione di un elemento fisico – verosimilmente, una coppia di lamine metalliche o una quantità di fluido – che espandendosi interrompe il funzionamento dell’impianto di riscaldamento, ovvero blocca il circuito elettrico dell’alimentazione. Al contrario, se la temperatura scende, il medesimo elemento si contrae e, sbloccando il circuito, fa ripartire l’impianto.
Nei termostati elettronici la rilevazione del cambiamento di temperatura e il successivo blocco / sblocco dell’impianto di riscaldamento sono affidati a un sensore, o meglio a un “resistore”, che garantisce un funzionamento più evoluto del dispositivo.
I termostati meccanici sono più antiquati e tendono a essere soppiantati dai più recenti modelli elettronici, che spesso offrono anche il vantaggio di una interfaccia di uso più evoluta.
A questo proposito, può essere introdotta una ulteriore classificazione, riferita si sistemi per regolare e impostare le temperature di riferimento:
- termostati analogici;
- termostati digitali.
I dispositivi di termoregolazione analogici vengono impostati tramite manopole e rotelle, che l’utente adopera per selezionare la temperatura da mantenere costante in una scala di valori predefiniti.
I termostati digitali, invece, incorporano una serie di tasti di regolazione e uno schermo, che nei prodotti di ultima generazione prevede il touch screen.
Un termostato basato su sensore di temperatura (elettronico) e dotato di display digitale rappresenta la scelta migliore per migliorare il benessere della propria abitazione: consentendo di fissare con un alto grado di precisione i livelli limite, ottimizza il funzionamento dell’impianto di riscaldamento, modulando i consumi in relazione alla effettiva necessità di calore.
Cos’è il termostato smart e a cosa serve?
L’integrazione dei sistemi di regolazione della temperatura con la rete wi-fi e le applicazioni eseguite via smartphone ha determinato la nascita di una nuova generazione di termostati intelligenti.
Semplificando, potremmo definire “smart” i termoregolatori che:
- possono determinare in autonomia i valori ottimali di temperatura sulla base degli effettivi consumi dell’impianto;
- funzionano anche come cronotermostati;
- consentono ampi margini di personalizzazione tramite appositi sensori;
- interagiscono con dispositivi mobili, assistenti vocali e altri device.
La tecnologia attuale permette di operare a distanza tramite smartphone su uno o più termostati collegati alla rete di connessione a Internet senza fili: oltre al momento della giornata o all’orario specifico, grazie a rilevatori ad hoc, possiamo impostare il termostato in modo che accenda o spenga l’impianto di riscaldamento in base al livello di umidità dell’aria, alle condizioni generali del tempo oppure, sfruttando la geolocalizzazione, a partire da momento in cui ci troviamo a una certa distanza da casa.
Quali sono i prezzi per un termostato?
Le varie fasce di prezzo dei termostati riflettono la varietà di tipologie presenti sul mercato. Come è facile intuire, i modelli più economici sono quelli meno ricchi di controlli interattivi.
Il costo di un classico termostato meccanico, con manopola analogica e privo di display si aggirerà intorno ai 20 – 30 euro, mentre un termoregolatore elettronico digitale, con funzioni integrate di cronotermostato, potrà richiedere una spesa tra i 50 e i 250 euro.
Il prezzo dei termostati wireless può superare i 300 euro, soprattutto se in versione smart, con un corredo di accessori per il collegamento wi-fi, la rilevazione di dati ambientali e il geofencing.